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Giocare ai videogiochi fa bene

Scienza & Tecnologia

Giocare ai videogiochi aumenta la coordinazione occhio-mano e la velocità con cui si eseguono dei compiti. Infatti, uno studio condotto su dei chirurghi ha dimostrato che quelli che giocavano ai videogiochi erano più veloci e abili dei colleghi.

Non solo: alcuni videogiochi sono stati adottati per far recuperare l’uso della mano e del polso dopo infortuni e ictus.

Molti videogiochi, specialmente con l’aumento di quelli open world, uno degli obiettivi primari è esplorare tutto il mondo a disposizione del giocatore.

lo scopo dl gioco è Sapersi orientare nei videogiochi, per aumentare anche la capacità di farlo nella vita reale. Le abilità visuospaziali, quindi, aumentano in parallelo tra digitale e reale.

Molti videogiocatori amano intrattenersi con sfide logiche e il mondo dei videogiochi ne è ricco. È stato scoperto che queste attività sviluppano maggiori collegamenti nelle aree del cervello dedicate al problem solving.

Con lo sviluppo del mercato videoludico, i Game Designer hanno applicato sempre più insegnamenti utili alla vita reale attraverso delle ricerche accurate. Sono un esempio le riproduzioni storiche presenti nella saga di Assassin’s Creed o Sid Meier’s Civilization.

Altro tassello importante sono gli applied games, dei videogiochi il cui scopo primario non è solo intrattenere ma insegnare qualcosa al giocatore. Un esempio tra i tanti è il recente Behind the Light, un videogioco sulla vita di Luca Comerio realizzato da IDRA Interactive Studios.

Tantissimi videogiochi propongono delle modalità Multigiocatore in cui ci si può sfidare o collaborare. Questo aspetto sociale, come dimostrano alcuni studi, porta i bambini videogiocatori ad avere migliori capacità sociali e a saper intessere relazioni migliori con altri studenti.

Da questo concetto di multiplayer sono nati gli e-sports, in cui delle squadre di veri e propri atleti si riuniscono per primeggiare in dei tornei. Inoltre, una ricerca ha mostrato come i gruppi di lavoro che hanno giocato insieme a dei videogiochi lavorano meglio in squadra.

Molti sostengono che i videogiochi inducono alla depressione e all’isolamento, ma è stato dimostrato che in realtà c’è una stretta correlazione tra il gioco e una buona salute mentale. SPARX è un videogioco creato da un gruppo di ricercatori per aiutare a combattere la depressione e, dagli studi effettuati, ha avuto una buona risposta. Un altro esempio è Re-Mission, che è stato dimostrato aiutare le persone ad affrontare la terapia per il cancro.

Uno studio condotto dall’Università dell’Iowa ha dimostrato che i videogiochi mantengono attivo il cervello e aiutano a combattere i caratteri della senilità. I videogiochi, infatti, allenano la mente e aiutano a pensare fuori dagli schemi anche con poche ore di gioco alla settimana.

I videogiochi allenano a ricevere stimoli e dati sensoriali, a interpretarli e a prendere decisioni in merito.

Lo dimostra uno studio dell’Università di Rochester, che ha messo a confronto giocatori che cercano l’azione con quelli più strategici.

Grazie alle immagini periferiche che appaiono e scompaiono nei giochi d’azione, i videogiocatori riescono a tradurre gli stimoli in decisioni con precisione e rapidità.

Oltre a creare momenti di condivisione e luoghi in cui fare amicizia, per esempio nei MMORPG, i videogiochi possono aiutare le persone a restare unite nelle difficoltà.

Un esempio è That Dragon, Cancer di Numinous Game, in cui il giocatore viene messo nei panni di un genitore che aiuta il figlio a combattere il cancro. Essendo a sfondo autobiografico, l’opera interattiva ha portato le persone che hanno vissuto esperienze simili a entrare in contatto e sostenersi l’uno con l’altra.

Videogiochi hanno questi e molti altri effetti benefici sulle persone.

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